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domenica 18 ottobre 2009

La lontananza dal Signore

...Non poche volte sentiamo il Signore LONTANO DA NOI... Una brutta esperienza nella vita spirituale; ma Sant'Agostino interviene quando dice: il Signore lontano da te? No, non è possibile... E' più probabile che TU STIA LONTANO DAL SIGNORE!

E si può stare lontano dal Signore quando si trascura la preghiera, quando si sta lontano dai Santi Sacramenti, particolarmente la S. Comunione, ma ci si può trovare lontano dal Signore anche SENZA NESSUNA NOSTRA COLPA.


Vi sono nella nostra vita i momenti di ARIDITA' SPIRITUALE. Ed anche i santi non ne sono stati esenti: si vuole che S. Teresa di Gesù Bambino, abituata a dialogare col Signore, per un certo tempo non avvertì la Sua presenza accanto a lei e questo durò un bel po'... Quando riprese i colloqui col Signore, Teresa si lamentò che si fosse allontanato da lei per tanto tempo: "Dove eri in tutto questo tempo?". E il Signore le rispose: "Molto più vicino a te di quanto tu non pensassi"...
Coraggio: il Signore non si allontana da noi anche quando noi ci allontaniamo da Lui o quando non avvertiamo più la Sua presenza accanto a noi...

(don Giuseppe Greco)

martedì 17 marzo 2009

LA PREGHIERA DI GESU'


“Come” ha pregato Cristo nella sua vita da uomo?

Uno sguardo generale ai cenni evangelici sulla preghiera di Gesù ci permette di dire che Lui ha pregato frequentemente ritirandosi in luoghi deserti, preferibilmente la notte o prima dell’alba. Questa preghiera di Gesù scandisce la sua attività di evangelizzazione e non sembra avere scopi pratici aldilà di un ristoro del suo cuore nell’intimità con il Padre. Notiamo anche l’assenza di preghiera in occasione dei miracoli: Gesù non prega prima di operare il miracolo, tranne in due casi, la moltiplicazione dei pani e la risurrezione di Lazzaro.
Oltre alla preghiera ordinaria che scandisce il ritmo delle sue attività apostoliche, vi è una preghiera circostanziale, ossia una preghiera dettata dal momento particolare che Cristo si trova a vivere; vediamo così Cristo in orazione prima di prendere le decisioni più importanti, come la scelta dei Dodici; oppure in momenti cardine del suo ministero, come il battesimo e la trasfigurazione (secondo Luca); quando gli Apostoli stanno per essere vagliati dalla bufera della Passione, Cristo prega in particolare per Pietro (cfr. Lc 22,31-34); infine Cristo prega per ottenere dal Padre la forza di affrontare il tempo della prova e di essere in grado di affrontare la morte.

Si può dire inoltre che Cristo ha praticato le forme più importanti di preghiera note all’AT: la preghiera di lode, di intercessione, di richiesta di perdono (anche se mai per Se Stesso), di domanda.

lunedì 1 dicembre 2008


“Ave o Maria!”.

Non si possono pronunciare queste parole,
così semplici e così alte,
senza rispettare il silenzio in cui sono discese per la prima volta.
Con grande delicatezza Gabriele si fa presente a Maria,
creatura del silenzio.
Dal silenzio la chiama,
e in questa culla silenziosa viene deposta la Parola del Padre.
Silenzio è sul villaggio di Nazareth,
che viene scoperto dalla Bibbia qui per la prima volta;
silenzio sulle origini della Vergine.
Ed in questo silenzio si svolge il dialogo divino - umano,
la proposta, l’ascolto, la domanda e la risposta.

venerdì 14 novembre 2008

Perchè pregare

Mi chiedi: perchè pregare? Ti rispondo: per vivere.
Si, per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una vita senza amore non e vita. E' solitudine vuota, e prigione e tristezza. Viva veramente solo chi ama: e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall'amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, cosi il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall'amore. Ora, l'amore nasce dall'incontro e vive dell'incontro con l'amore di Dio, il più grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l'amore al di la di ogni nostra definizione e di ogni nostra a possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all'amore, sempre di nuovo. Per, ciò, chi prega vive, nel tempo e per l'eternità. E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire dentro, perchè gli mancherà prima o poi l'aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e la gioia per dare un senso alla vita.

Pregando s'impara.
Pregando, s'impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che fanno vera e bella la vita: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di se” (Gal 5,22). Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza per cui e stata voluta da Dio. Pregando, si avverte sempre più 1'urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell'Amato e si impara sempre di più a rendere grazie a Lui, in ogni cosa. Pregando, si vive. Pregando, si ama. Pregando, si loda. E la lode e la gioia e la pace più grande del nostro cuore inquieto, nel tempo e per l'eternità.
Se dovessi, allora, augurarti il dono più bello, se volessi chiederlo per te a Dio, non esiterei a domandargli il dono della preghiera. Glielo chiedo: e tu non esitare a chiederlo a Dio per me. E per te. La pace del Signore nostro Gesù Cristo,l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con te. E tu in loro: perchè pregando entrerai nel cuore di Dio, nascosto con Cristo in Lui, avvolto dal Loro amore eterno, fedele e sempre nuovo. Ormai lo sai: chi prega con Gesù e in Lui, chi prega Gesù o il Padre di Gesù o invoca il Suo Spirito, non prega un Dio generico e lontano, ma prega in Dio, nello Spirito, per il Figlio e il Padre.
E dal Padre, per mezzo di Gesù, nel soffio divino dello Spirito, riceverà ogni dono perfetto, a lui adatto e per lui da sempre preparato e desiderato. Il dono che ci aspetta. Che ti aspetta.

mercoledì 12 novembre 2008

La Preghiera


La preghiera grido che nasce dalla nostra povertà

«Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8).

Se è vero che per pregare bisogna credere è anche vero che per credere bisogna pregare. La preghiera perseverante è espressione e nutrimento della fede in Dio.


Pregare è fare silenzio per ascoltare Dio
La preghiera cristiana prima che parola implorante è silenzio profondo per ascoltare e accogliere in sé la parola di Dio. Le persone entrano in comunione ascoltandosi. Noi entriamo in comunione con Dio e ci disponiamo a fare la sua volontà ascoltandolo.

Come la fede, anche la preghiera nasce dall’ascolto: è una risposta vitale, ma anche verbale. Questa assumerà varie forme: un’azione di grazie, una contemplazione piena di ammirazione, una professione di fede, una dichiarazione di impegno, una domanda.
Anche la preghiera di domanda è una risposta all’invito di Cristo a «pregare sempre, senza stancarsi» (Lc 18,1). Ma qual è il significato della preghiera di domanda? Non è certamente quello di pretendere che egli faccia al nostro posto quello che dovremmo fare noi. La preghiera di domanda è riconoscere il limite della condizione umana, è costatare che la liberazione totale e la piena realizzazione di sé non dipendono unicamente dall’uomo.
L’uomo non può salvare se stesso. Manifestare a Dio «tutti» i propri bisogni e desideri è sottoporli alla sua luce, è vedere se sono legittimi o no. L’uomo è veramente ciò che domanda; le richieste gli vengono spontanee: dirle a Dio è vagliarle e purificarle.

La preghiera di domanda: un atto di verità e di fede
La preghiera di domanda è sengo di fiducia in Dio.Quando siamo certi che una persona ci vuole veramente bene, con spontaneità le chiediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che è buono. San Giovanni definisce la fede come «credere all’amore di Dio per noi». Ebbene, il credente ha una fiducia così grande nel suo Dio, che a lui domanda tutto con semplicità e a lui si rimette. La parabola del giudice iniquo e della vedova ostinata richiama la necessità di pregare senza disarmare, anche se il Signore tarda e sembra sordo a tutte le nostre suppliche. L’argomento di Gesù è semplice: se un giudice iniquo finisce per darla vinta alla vedova, quanto più Dio che è giusto ascolterà il nostro grido d’aiuto.

Pregare non è forzare Dio a fare la nostra volontà
La preghiera cristiana non è una richiesta di intervento immediato di Dio, non è una formula magica che risolve i problemi, ma aderisce ed accetta la libertà e la pazienza di Dio.
Altrove, nel vangelo di Luca, Gesù ci dice che Dio ci darà non tanto quello che chiediamo, ma lo Spirito Santo per comprendere il significato di quello che ci capita e per essere suoi testimoni.
«Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,13).
La preghiera di domanda «esemplare» è quella di Gesù nel Getsemani: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42). Il credente non vuole «piegare» Dio a fare la propria volontà, utilizzarlo per compiere i propri desideri, ma ottenere la grazia di conformare la propria volontà alla sua. Lui solo sa ciò che è veramente nostro bene.
La preghiera di domanda, quando è autentica, è sorgente di impegno per cominciare a fare quello che chiediamo. Pregare per la pace, spinge ad impegnarci per la pace; pregare perché cessino le sofferenze, spinge ad aiutare chi soffre... Per questo non deresponsabilizza mai l’uomo, anzi lo responsabilizza maggiormente.«Chi prega si fa prima di tutto attento alla parola di Dio, per rendersi disponibile nella fede ad accogliere la chiamata che viene da lui. Manifesta al tempo stesso la speranza nel futuro di Dio che la preghiera in qualche modo anticipa e promuove. Dà anche una testimonianza di carità tanto è stretto il legame che unisce colui che prega a Dio. Partecipa infine alla vita del mondo, perché si sente impegnato in tutto ciò che fa venire il Regno. In tal modo la preghiera è l’atto più significativo del vivere cristiano».
(CdA, pag. 392).