mercoledì 14 aprile 2010
Sacerdoti...
giovedì 8 aprile 2010
Medjugorje

MEDJUGORJE E’ UN DONO
di Padre Rupcic’
Cari pellegrini, inizio dicendo che a Medjugorje sono successi diversi miracoli e questa è la verità, ma queste non sono le cose importanti. Il terzo giorno i veggenti hanno chiesto alla Madonna: "Come ti chiami? Perché sei venuta? Così possiamo dirlo a quelli che ce lo chiedono".
Lei ha detto: "Sono la Regina della Pace".
"Perché sei venuta tra noi?".
Lei ha risposto: "Io vedo che gli uomini, miei figli, sono in grave pericolo. Sono venuta ad aiutarli".
"Quali sono questi pericoli? Possiamo riconoscerli facilmente?".
"Si è diffuso in tutto il mondo un grande odio e da questo odio nascono guerre, terrorismo, divorzi".
Nel 1945 le Nazioni Unite hanno detto: "Mai più la guerra, invece, da allora fino ad oggi non c´è stato un solo giorno senza guerra nel mondo. Quando parliamo della guerra, dobbiamo pensare a milioni di persone uccise, a milioni di donne che rimangono vedove e ai bambini che rimangono orfani. Dobbiamo pensare anche alle centinaia di città distrutte, a migliaia di profughi, di affamati, di ammalati.
Un altro grande pericolo nel mondo sono i divorzi, matrimoni distrutti, perché dobbiamo sapere che nel mondo la metà dei matrimoni sono completamente distrutti. Qui non è solo che soffrono gli uomini o le donne: soffrono tanto anche i bambini.
Nel Sud America, nell´Africa, al Cairo, a Mosca, a Manila ci sono decine di migliaia di bambini che sono per strada e non si sa di chi sono.
Da questi bambini spesso nascono terroristi, narcomani, prostitute ecc.
Oltre a questo nel mondo ci sono migliaia di aborti. Secondo le statistiche ogni anno si uccidono 50-70 milioni di bambini.
Ci sono anche altri pericoli dei quali soffre l´umanità tipo la narcomania e l´AIDS. Oggi abbiamo milioni e milioni di narcomani in tutto il mondo e ogni giorno ne abbiamo di più. Ogni giorno abbiamo sempre più malati di AIDS. Questa è una malattia terribile perché non esiste una medicina contro questo male.
Qui è venuta una dottoressa dall´Africa che cura questi mali e ha detto che, se non si fa niente, fra dieci anni rimarrà solo un terzo della popolazione di tutta l´Africa. Questa malattia non esiste solo in Africa, ma anche in America, in Europa e in tutto il mondo e non esiste alcuna cura. E´ venuto qui un medico, che ha trovato il virus di questa malattia. E´ venuto per ringraziare la Madonna perché ha scoperto questo virus. Dopo due anni è tornato a Medjugorje per chiedere alla Madonna che lo aiuti a trovare una medicina per curare questa malattia. Dopo due o tre giorni di preghiera e confessione a Medjugorje lui ha gridato: "Ho trovato!", e quando gli hanno chiesto: "Qual è la medicina per questa malattia?". Lui ha detto: "La conversione, perché questa malattia proviene da una vita amorale".
Il terrorismo sta dilagando in tutto il mondo. Si parla anche troppo di questi problemi.
La Madonna nei primi giorni ha detto che questo mondo si trova in un grave pericolo e che non possiamo trovare da soli la soluzione e quindi è venuta per aiutarci.
E adesso veniamo a ciò che è più importante. Dio è onnipotente; quando gli uomini non possono Lui può tutto. Guardate: prima di scoprire una medicina per una malattia, bisogna scoprire le cause della malattia. Qual è la causa di tutti questi problemi che noi non riusciamo a risolvere? La risposta è: l´assenza di Dio nei nostri cuori.
Quando non abbiamo Dio nel nostro cuore, abbiamo l´odio verso gli altri, abbiamo le guerre. Quando non abbiamo l´amore verso il prossimo, abbiamo il terrorismo. Se non abbiamo Dio nel cuore non abbiamo la famiglia e non abbiamo nemmeno una comunità nel mondo.
Dove non c´è Dio inizia l´inferno. Prima nel cuore, nella famiglia, nella comunità e poi nel mondo. E questa è proprio la situazione triste nel mondo d´oggi. Ognuno di questi pericoli può distruggere il mondo e peggio ancora tutti questi pericoli insieme. Questo ci fa capire la debolezza degli uomini.
E´ per questo che la Madonna, la Madre di tutti gli uomini, non può stare con le mani inerti. Lei deve fare qualcosa.
Qui passano tante mamme. Loro sanno quando i figli stanno male e cercano di aiutarli. La Madre di tutte le madri non può essere indifferente. Lei deve fare qualcosa.
E adesso è ancora più importante questo: il primo giorno delle apparizioni la Madonna teneva Gesù Bambino nelle braccia. Gesù è vero uomo e vero Dio. Questo è il più grande dono per l´umanità: e questo è quello che è stato rifiutato. La Madonna non è solo apparsa; ci ha portato questo dono. Lei ci ha spiegato attraverso i veggenti, come possiamo riavere questo dono nel nostro cuore: con la preghiera, la conversione, il digiuno. Ecco, questo è sostanzialmente Medjugorje. Tutti coloro che vengono qui hanno a disposizione questo dono rispettando queste condizioni. La Madonna chiede e aspetta da tutti noi che lo accettiamo, ma prima dobbiamo rispettare alcune condizioni.
Prima di tutto dobbiamo approfondire la nostra fede. Non basta che siamo stati battezzati, che abbiamo fatto la Comunione, che ogni tanto entriamo in chiesa. Noi dobbiamo vivere secondo la nostra fede.
Seconda cosa: noi dobbiamo convertirci, dobbiamo avvicinarci a Dio, perché ci siamo troppo allontanati. Per avvicinarci a Lui si deve iniziare con una buona confessione.
Terza cosa: dobbiamo pregare, perché noi abbiamo dimenticato la preghiera.
Dobbiamo pregare personalmente e anche nelle famiglie. La preghiera è aprire la porta del nostro cuore a Gesù Cristo perché Lui possa entrare. Ogni preghiera è buona, ma la Madonna qui ha raccomandato il Santo Rosario e i sette Pater-Ave-Gloria perché la preghiera è molto potente.
Dove marito e moglie pregano insieme non può avvenire il divorzio, né in Italia, né in America, in nessuna parte del mondo. Quando vengono problemi nelle famiglie allora si va dall´avvocato, dallo psicologo, da tutte le parti… ma non si ottiene niente, solo si perdono soldi. Dobbiamo pregare insieme: questa è la medicina.
Adesso vorrei dirvi qualcosa delle mie esperienze riguardo alla preghiera. Quando ero piccolo, alla domenica, mia madre mi svegliava per andare insieme alla Messa. Ecco che cosa mi è successo una volta. Ho sentito l´omelia di un sacerdote che parlava della Madonna e diceva: " A chi prega la Madonna col Santo Rosario, lei darà non solo quello che chiede, ma gli darà ancora di più". Il sacerdote ha poi detto: "Se qualcuno non può pregare tutto il Rosario, dica almeno un´Ave Maria". Io pensavo: "Per me il Rosario è troppo, però un´Ave Maria sì, la posso dire".
Ecco cosa è successo: dopo la Seconda Guerra Mondiale qui sono venuti i comunisti al potere. Distruggevano le chiese, ammazzavano i sacerdoti. Solo in questa piccola zona hanno ammazzato sessantanove francescani e li hanno bruciati senza giudizio del tribunale. Io allora non ero sacerdote; ero in seminario. Mi hanno preso insieme ad altri miei compagni e volevano ammazzarci. Tre volte mi hanno portato davanti al plotone di esecuzione, ma non mi hanno ucciso… altri sì.
Dopo mi sono chiesto: "Come mai io sono sopravvissuto e loro sono stati uccisi? Io non sono più bravo di loro". E allora mi sono ricordato: ecco questo è grazie a quell´Ave Maria. E da allora ad oggi io ogni volta, dopo la Santa Messa, dopo il Rosario, dopo la salita alla collina delle apparizioni, dopo la Via Crucis, dopo tutte le altre cose, io dico un´Ave Maria e qualche volta ne dico due o tre.
Quarta cosa: la Madonna qui ha chiesto il digiuno perché anche questo, purtroppo, abbiamo dimenticato. Perché il digiuno è così importante? Gesù digiunava, gli apostoli digiunavano, la Chiesa digiunava e noi non digiuniamo: la nostra esperienza ci dice che il digiuno è necessario. Spesso noi diciamo e sentiamo altri che dicono: "Non posso più sopportare mio marito, non posso più andare a Messa, non posso più amare, non posso più fare altre cose… perché non abbiamo più la pazienza. E da dove trarre la forza per questo? Proprio dal digiuno. Perché non abbiamo forza? Perché le cose sono diventate i nostri padroni e noi loro servi. Chi mangia tanto è schiavo del cibo, chi beve troppo è schiavo del bere, chi si droga é schiavo della droga, chi fuma troppo è schiavo delle sigarette. Il grande pericolo è che le cose sono diventate nostri padroni e noi loro schiavi. Gli schiavi non possono fare niente di diverso da ciò che ordina il padrone e non possono chiedere al padrone di fare qualcosa per loro.
E come possiamo risolverlo questo problema? Solo rifiutando, rinunciando al superfluo: questo è il digiuno. Qui da noi c´è un detto popolare: "Chi mangia troppo, col cucchiaio si fa la tomba". E ancora peggio è con alcool, sigarette, droga. Perciò tutti noi abbiamo bisogno di una forza per cui al negativo possiamo dire no e al positivo possiamo dire sì. E questo non possiamo farlo senza digiuno. Tutti possiamo digiunare. Un pezzettino di pane in meno, un pezzettino di carne in meno, una sigaretta in meno, una chiacchiera in meno. Allora avremo tanta forza per poter dire sempre al positivo sì e al negativo no.
giovedì 25 marzo 2010
domenica 7 marzo 2010
Ricorri a Maria

Fa' una promessa speciale di onorare in modo particolare Maria nella tua Parrocchia, eleva a Lei un trono di amore e vedrai come prospererà ogni tua iniziativa.
Non puoi togliere i disordini in un momento. Se pulisci un vasello incrostato di melma resinosa senza prima a lungo ammollirla, tu spezzi il vasello e non lo pulisci.
Abbi prudenza nel tuo zelo, e avvicina le anime all'Eucaristia perché io le nutrisca e le sani. Formale con la tua preghiera, con la tua pietà, col tuo esempio, e le vedrai tutte strette al tuo cuore, non con vincoli umani ma con i vincoli della grazia e della carità.
Non ti scoraggiare. La croce è un bene per, te, e le tue lacrime fecondano il tuo campo.
(Da una lettera di Don Dolindo del 16 luglio 1953 al Sac. L. B.)
mercoledì 17 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
La bontà di Dio
La folla lo seguiva attraverso le deserte montagne della Palestina; da tre giorni, per poterlo ascoltare, essa aveva trascurato di bere e di mangiare. Ma il Signore chiama gli Apostoli: "Vedete questa povera gente? - dice loro - Non posso congedarli così: cadrebbero di stenti per la strada. Ho compassione di questa folla" 10. E moltiplica i pani e i pesci rimasti ai suoi discepoli.
Un'altra volta si stava recando alla cittadina di Naim, scortato da un gruppo numeroso. Giunto quasi alle porte della città, incontra un corteo funebre. Un giovane veniva condotto alla sue estrema dimora: era l'unico figlio di una vedova. Senza ormai più speranza, nn potendo più attendersi nulla dalla vita, la povera donna seguiva gemendo il corpo del figlio. La vista di questo muto dolore sconvolge il Signore: fu mosso a misericordia. "Povera afflitta - le dice - non piangere più" 11, e si avvicina alla barella dove giaceva il cadavere e restituisce il giovane alla madre.
Anime schiacciate dalle prove, coscienze tormentate dal dubbio o forse dal rimorso, cuori spezzati dal tradimento o dai lutti; voi tutti che soffrite, credete che Gesù non abbia pietà dei vostri dolori? Non avreste compreso nulla del suo immenso amore. Egli conosce le vostre miserie: le vede, e il suo Cuore ne è toccato. E' su di voi ch'Egli rivolge oggi il suo grido di compassione, è a voi che si rivolge, come già alla vedova di Naim: "Non piangere più; io sono la Rassegnazione, sono la Pace; io sono la Resurrezione e la Vita!".
Questa fiducia, che la sua bontà dovrebbe naturalmente ispirarci, Nostro Signore l'esige da noi esplicitamente: la pone come una condizione essenziale per ricevere i suoi favori. Lo vediamo, nel Vangelo, esigere degli atti formali, prima di compiere certi miracoli.
Perché Lui, così tenero, si mostra apparentemente così duro verso la cananea che gli domanda la guarigione della figlia? La respinge più volte, ma niente la scoraggia; niente ferma la sua incrollabile fiducia. E' appunto quello che il Salvatore desidera. "Donna - esclama con gioiosa ammirazione - la tua fiducia è grande"". E aggiunge: "Sia fatto secondo la tua volontà" 12
Fiat tibi sicut vis. La fiducia ottiene il compimento dei nostri desideri: Nostro Signore stesso l'afferma.
Strana aberrazione dell'intelligenza umana! Noi crediamo ai miracoli del Vangelo, dato che siamo cattolici per convinzione; crediamo che Nostro Signore, salendo al Cielo, non ha perso nulla della sua potenza; crediamo alla sua bontà, dimostrata dalla sua vita intera ... eppure non riusciamo ad abbandonarci alla fiducia.

Conosciamo molto male il Cuore di Gesù. Ci ostiniamo a giudicarlo secondo la debolezza dei nostri cuori: si direbbe proprio che vogliamo ridurre la sua immensità alle nostre meschine proporzioni. Facciamo fatica ad ammettere la sua incredibile misericordia verso i peccatori, perché noi siamo vendicativi e lenti a perdonare. Paragoniamo la sua tenerezza infinita ai nostri piccoli affetti. Non comprendiamo nulla di questo fuoco inestinguibile che rendeva il suo Cuore un immenso braciere d'amore, questa santa passione per gli uomini che lo dominava interamente, questa folle carità che lo spinse dalle umiliazioni della mangiatoia al sacrificio del Golgota. E non possiamo esclamare,. Nella pienezza della nostra fede, come l'Apostolo san Giovanni: "Abbiamo creduto nel suo amore! Credidimus charitati" 13.
O Maestro adorabile, vogliamo ormai abbandonarci interamente al vostro amoroso comportamento.
Vi affidiamo la cura del nostro avvenire materiale. Ignoriamo ciò che ci riserva questo avvenire, carico di minacce; ma ci mettiamo nelle mani della vostra Provvidenza.
Vi affidiamo le nostre pene; esse sono talvolta davvero crudeli, ma voi siete qui per addolcirle.
Vi affidiamo le nostre miserie morali; la nostra debolezza ci spinge a temere ogni mancanza. Ma voi ci sosterrete e ci preserverete dalle cadute.
Come il vostro Apostolo prediletto, che poggiava il capo sul vostro petto, noi ci riposeremo sul vostro Cuore divino e, secondo le parole del Salmista, ci addormenteremo in una pace deliziosa, poiché voi, o Gesù, ci avete posto in un'inalterabile fiducia.
da: “il libro della Fiducia”



