domenica 2 febbraio 2014


Il combattimento spirituale(Ef 6,10-20)

Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. 

Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere.

 

Queste parole di S. Paolo agli Efesini ci aiutano a vivere ogni giorno attingendo forza nel Signore per l’annuncio e la testimonianza.

L’ annuncio di Gesù è alla base delle nostre opere e delle nostre testimonianze, e può essere fatto nella verità, nella franchezza solo se si cerca di essere sempre in comunione con Lui.

Per questo occorre rivestirsi “ della armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo”.

Consigli sulla lotta spirituale, rivelati a Santa Faustina Kowalska
( Quaderno n. 6/2 di Suor Faustina )

 
Figlia Mia, voglio istruirti sulla lotta spirituale
 

1. Non confidare mai in te stessa, ma affidati completamente alla Mia volontà.
2. Nell'abbandono, nelle tenebre e nei dubbi di ogni genere ricorri a Me ed al tuo direttore spirituale,
che ti risponderà sempre a Mio nome.

3. Non metterti a discutere con nessuna tentazione, chiuditi subito nel Mio Cuore ed alla prima occasione
rivelala al confessore.

4. Metti l'amor proprio all'ultimo posto, in modo che non contamini le tue azioni.
5. Sopporta te stessa con molta pazienza.
6. Non trascurare le mortificazioni interiori.
7. Giustifica sempre dentro di te l'opinione dei superiori e del confessore.
8. Allontanati dai mormoratori come dalla peste.
9. Lascia che gli altri si comportino come vogliono, tu comportati come voglio Io da te.
10. Osserva la regola nella maniera più fedele.
11. Dopo aver ricevuto un dispiacere, pensa a che cosa potresti fare di buono per la persona che ti ha
      procurato quella sofferenza.

12. Evita la dissipazione.
13.Taci quando vieni rimproverata.
14. Non domandare il parere di tutti, ma quello del tuo direttore spirituale;
      con lui sii sincera e semplice come una bambina.

15. Non scoraggiarti per l'ingratitudine.
16. Non indagare con curiosità sulle strade attraverso le quali ti conduco.
17. Quando la noia e lo sconforto bussano al tuo cuore, fuggi da te Stessa e nasconditi nel Mio Cuore.
18. Non aver paura della lotta; il solo coraggio spesso spaventa le tentazioni che non osano assalirci.
19. Combatti sempre con la profonda convinzione che Io sono accanto a te.
20. Non lasciarti guidare dal sentimento poiché esso non sempre è in tuo potere,
      ma tutto il merito sta nella volontà.

21. Sii sempre sottomessa ai superiori anche nelle più piccole cose.
22. Non t'illudo con la pace e le consolazioni; preparati a grandi battaglie.
23. Sappi che attualmente sei sulla scena dove vieni osservata dalla terra e da tutto il cielo;
      lotta come un valoroso combattente, in modo che Io possa concederti il premio.

24. Non aver troppa paura, poiché non sei sola


martedì 23 luglio 2013

Come amare il prossimo...



Come amare il prossimo
Fa' in modo di prestare il tuo aiuto senza che lo si noti, senza che ti lodino, senza che nessuno ti veda..., affinché, passando inosservato, come il sale, tu dia sapore agli ambienti in cui ti muovi; e contribuisca a ottenere che tutto sia — grazie al tuo senso cristiano — naturale, amabile e gustoso.

Forgia, 942


martedì 2 luglio 2013

Credersi giusti ci preclude il Regno



Credersi giusti ci preclude il Regno

E Gesù disse loro: "in verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio".

Credersi giusti è uno dei maggiori impedimenti alla salvezza.. Quando uno pensa insconsciamente di essere completamente a posto con Dio e con il prossimo è candidato alla dannazione. Si crea interiormente una coscienza fasulla e non vive nella verità.

Chi ricerca la verità, invece, scandaglia con coraggio anche il proprio "io" alla luce del Vangelo, il quale è come il sole che irradia una raggio di luce all'interno di una stanza buia.
I veri seguaci di Cristo che fuggono la menzogna sanno benissimo che c'è un abisso tra il loro atteggiamento e quello del Maestro.
Costui si è lasciato spogliare fino alla croce in obbedienza al Padre. Non ha tenuto conto del prestigio, delle ricchezze, degli onori o dei piaceri più sensuali di questo mondo. Ha operato tra i peccatori e i suoi nemici. Molti di coloro che Egli ha beneficiato si sono rivelati ingrati o hanno fatto parte della folla che lo hanno condannato in coro.

Il vero discepolo (che non può essere più del maestro) dovrebbe imitare Gesù. Ma quando questo succede? Spesso pensiamo di essere "buoni" per qualche elemosina che facciamo, o perché frequentiamo la chiesa, o visitiamo qualche ammalato. Tutte cose buone, s'intende, gesti che Dio non dimenticherà mai. Ciò che ci danneggia, invece, è la presunzione di sentirci "giusti" per questo.

Se poi ci si mette a giudicare anche gli altri perché non fanno come noi, allora peggioriamo la situazione. Quando Gesù dice : I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio, usa proprio il presente: "vi passano avanti". Il pubblicano è un peccatore conosciuto, come anche la prostituta. Pubblicani e prostitute sanno di essere peccatori e questa loro consapevolezza li rende molto più vicini al Regno di chi si crede già arrivato per la sua giustizia.

Quando prendiamo coscienza della nostra fragilità, allora siamo più predisposti a chiedere aiuto a Colui che ci può salvare. Ci abbandoniamo tra le sue braccia, ci lasciamo condurre da Lui lasciando gradualmente la vanagloria e compiendo buone azioni solamente in spirito di riparazione ed obbedienza al Padre.

La nostra irrequietezza non dovrebbe derivare dalla consapevolezza della nostra enorme fragilità, ma dal fatto che ci si creda "giusti". Il pericolo è quello del'indurimento del cuore, a scapito del vero amore che non tiene conto del proprio interesse ma fa uscire da se stessi per proiettarci nel Regno dei Cieli.

Pier Angelo Piai