giovedì 25 marzo 2010

Auguri per una santa Pasqua

LA PACE E LA GIOIA del RISORTO
sia con tutti voi
La Comunità
-Piccole Figlie di Maria di Nazareth-

domenica 7 marzo 2010

Ricorri a Maria


Ti trovi in tempesta, figlio mio?
Ricorri a Maria con un cuore puro e una preghiera ardente, e Maria farà cessare la tempesta.

Fa' una promessa speciale di onorare in modo particolare Maria nella tua Parrocchia, eleva a Lei un trono di amore e vedrai come prospererà ogni tua iniziativa.

Non puoi togliere i disordini in un momento. Se pulisci un vasello incrostato di melma resinosa senza prima a lungo ammollirla, tu spezzi il vasello e non lo pulisci.
Abbi prudenza nel tuo zelo, e avvicina le anime all'Eucaristia perché io le nutrisca e le sani. Formale con la tua preghiera, con la tua pietà, col tuo esempio, e le vedrai tutte strette al tuo cuore, non con vincoli umani ma con i vincoli della grazia e della carità.
Non ti scoraggiare. La croce è un bene per, te, e le tue lacrime fecondano il tuo campo.


(Da una lettera di Don Dolindo del 16 luglio 1953 al Sac. L. B.)

mercoledì 17 febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

La bontà di Dio


La sua bontà

Il fatto è che Nostro Signore è adorabilmente buono: il suo Cuore non può veder soffrire senza restarne spezzato. Questa pietà lo ha spinto a compiere spontaneamente, prima di averne ricevuto preghiera, alcuni dei suoi più grandi miracoli.
La folla lo seguiva attraverso le deserte montagne della Palestina; da tre giorni, per poterlo ascoltare, essa aveva trascurato di bere e di mangiare. Ma il Signore chiama gli Apostoli: "Vedete questa povera gente? - dice loro - Non posso congedarli così: cadrebbero di stenti per la strada. Ho compassione di questa folla" 10. E moltiplica i pani e i pesci rimasti ai suoi discepoli.
Un'altra volta si stava recando alla cittadina di Naim, scortato da un gruppo numeroso. Giunto quasi alle porte della città, incontra un corteo funebre. Un giovane veniva condotto alla sue estrema dimora: era l'unico figlio di una vedova. Senza ormai più speranza, nn potendo più attendersi nulla dalla vita, la povera donna seguiva gemendo il corpo del figlio. La vista di questo muto dolore sconvolge il Signore: fu mosso a misericordia. "Povera afflitta - le dice - non piangere più" 11, e si avvicina alla barella dove giaceva il cadavere e restituisce il giovane alla madre.
Anime schiacciate dalle prove, coscienze tormentate dal dubbio o forse dal rimorso, cuori spezzati dal tradimento o dai lutti; voi tutti che soffrite, credete che Gesù non abbia pietà dei vostri dolori? Non avreste compreso nulla del suo immenso amore. Egli conosce le vostre miserie: le vede, e il suo Cuore ne è toccato. E' su di voi ch'Egli rivolge oggi il suo grido di compassione, è a voi che si rivolge, come già alla vedova di Naim: "Non piangere più; io sono la Rassegnazione, sono la Pace; io sono la Resurrezione e la Vita!".
Questa fiducia, che la sua bontà dovrebbe naturalmente ispirarci, Nostro Signore l'esige da noi esplicitamente: la pone come una condizione essenziale per ricevere i suoi favori. Lo vediamo, nel Vangelo, esigere degli atti formali, prima di compiere certi miracoli.
Perché Lui, così tenero, si mostra apparentemente così duro verso la cananea che gli domanda la guarigione della figlia? La respinge più volte, ma niente la scoraggia; niente ferma la sua incrollabile fiducia. E' appunto quello che il Salvatore desidera. "Donna - esclama con gioiosa ammirazione - la tua fiducia è grande"". E aggiunge: "Sia fatto secondo la tua volontà" 12
Fiat tibi sicut vis. La fiducia ottiene il compimento dei nostri desideri: Nostro Signore stesso l'afferma.
Strana aberrazione dell'intelligenza umana! Noi crediamo ai miracoli del Vangelo, dato che siamo cattolici per convinzione; crediamo che Nostro Signore, salendo al Cielo, non ha perso nulla della sua potenza; crediamo alla sua bontà, dimostrata dalla sua vita intera ... eppure non riusciamo ad abbandonarci alla fiducia.
Conosciamo molto male il Cuore di Gesù. Ci ostiniamo a giudicarlo secondo la debolezza dei nostri cuori: si direbbe proprio che vogliamo ridurre la sua immensità alle nostre meschine proporzioni. Facciamo fatica ad ammettere la sua incredibile misericordia verso i peccatori, perché noi siamo vendicativi e lenti a perdonare. Paragoniamo la sua tenerezza infinita ai nostri piccoli affetti. Non comprendiamo nulla di questo fuoco inestinguibile che rendeva il suo Cuore un immenso braciere d'amore, questa santa passione per gli uomini che lo dominava interamente, questa folle carità che lo spinse dalle umiliazioni della mangiatoia al sacrificio del Golgota. E non possiamo esclamare,. Nella pienezza della nostra fede, come l'Apostolo san Giovanni: "Abbiamo creduto nel suo amore! Credidimus charitati" 13.
O Maestro adorabile, vogliamo ormai abbandonarci interamente al vostro amoroso comportamento.
Vi affidiamo la cura del nostro avvenire materiale. Ignoriamo ciò che ci riserva questo avvenire, carico di minacce; ma ci mettiamo nelle mani della vostra Provvidenza.
Vi affidiamo le nostre pene; esse sono talvolta davvero crudeli, ma voi siete qui per addolcirle.
Vi affidiamo le nostre miserie morali; la nostra debolezza ci spinge a temere ogni mancanza. Ma voi ci sosterrete e ci preserverete dalle cadute.
Come il vostro Apostolo prediletto, che poggiava il capo sul vostro petto, noi ci riposeremo sul vostro Cuore divino e, secondo le parole del Salmista, ci addormenteremo in una pace deliziosa, poiché voi, o Gesù, ci avete posto in un'inalterabile fiducia.

da: “il libro della Fiducia”

martedì 2 febbraio 2010

Esame di coscienza

Esame di coscienza

O anima mia, ascolta quello che ti dice il Tuo Gesù.
Ti sei oggi ricordata di me?
Quante volte mi hai pensato?
E quando ti parlavo nel cuore, mi hai ascoltato?
E quello che ti ho chiesto, me l'hai dato?
Hai amato il tuo prossimo, come io ti ho comandato di fare?
Hai custodito il tuo corpo, dove io devo abitare?
Ti sei curata più di me o del mondo?
Di quel che io ti dico, o di quel che ti dicono gli altri?
Hai pensato più a te stessa che agli altri?
Io sono la vita che non finisce.
Sono la gioia che non svanisce.
Sono l'amore che non tradisce.

( Quintino Sicuro - sacerdote - eremita)