sabato 25 aprile 2009

domenica 19 aprile 2009

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA



L’anima che venererà quest’immagine non perirà.

- Io, il Signore, la proteggerò con i raggi del mio cuore. Beato chi vive alla loro ombra, poiché la mano della Giustizia Divina non la raggiungerà!

- Proteggerò le anime che diffonderanno il culto alla mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell’ora della loro morte, poi, non sarò Giudice ma Salvatore.

-Quanto più grande è la miseria degli uomini,tanto maggior diritto hanno alla mia Misericordia perché desidero salvarli tutti.

- La sorgente di questa Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce.

- L’umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà con piena fiducia a Me.

- Concederò grazie senza numero a chi recita questa corona. Se recitata accanto a un morente non sarò giusto Giudice, ma Salvatore.

- Io do all’umanità un vaso con il quale potrà attingerele grazie alla sorgente della Misericordia. Questo vaso è l’immaginecon l’iscrizione:" Gesù, io confido in Te!".

"O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!"

Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.

sabato 18 aprile 2009

Buona Pasqua


Cristo, nostra Pasqua è risorto!

Si, veramente è risorto!

Buona Pasqua nel Signore

lunedì 6 aprile 2009

L' ultima cena di Gesù

LA CENA DEL SIGNORE


VANGELO (Gv 13,21-33.36-3)

In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi discepoli, si commosse profondamente e dichiarò: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: “Di’, chi è colui a cui si riferisce?”. Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose allora Gesù: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò”. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: “Quello che devi fare fallo al più presto”. Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: “Compra quello che ci occorre per la festa”, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. Quand’egli fu uscito, Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire”. Simon Pietro gli dice: “Signore, dove vai?”. Gli rispose Gesù: “Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi”. Pietro disse: “Signore, perché non poso seguirti ora? Darò la mia vita per te!”. Rispose Gesù: “Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte”.

Parola del Signore

Commento

Il tradimento di Gesù, per opera di Giuda, è l’esempio per eccellenza della cattiveria umana. Nel corso della storia, molti uomini hanno tradito i loro amici, coniugi, genitori, figli, concittadini o altri uomini fratelli. Questi uomini hanno stimato cosa da poco la solidarietà e la comunione umana. Ora, nella persona di Giuda, quest’ondata di indifferenza e di cattiveria si alza e si rovescia contro Gesù stesso, che in quanto Logos - Verbo - è il fondamento di ogni relazione positiva. Durante la Settimana Santa, la sorte terrena del mediatore sarà decisa dal bacio del traditore. Ma il tradimento e la consegna di Gesù ai suoi nemici sarebbero impossibili senza l’azione, ad un livello più profondo, del Padre eterno che, attraverso le circostanze dell’Ultima Cena e della preghiera al Getsemani, si consegna lui stesso nella persona del Figlio. Compie così, nel tempo, il dono totale di sé che, nell’eternità, egli compie con la discesa dello Spirito Santo, il cui essere è Amore. La Passione di Gesù esprime nel tempo ciò che il Padre è nell’eternità. Così il tradimento di Giuda, colmo com’era della perversità del peccato, diventa il mezzo attraverso cui lo Spirito d’amore viene mandato in questo mondo, per salvarlo.

sabato 4 aprile 2009

Domenica delle palme


Con la Domenica delle Palme o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione.
La Domenica delle Palme giunge quasi a conclusione del lungo periodo quaresimale, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri e che per cinque liturgie domenicali, ha preparato la comunità dei cristiani, nella riflessione e penitenza, agli eventi drammatici della Settimana Santa, con la speranza e certezza della successiva Risurrezione di Cristo, vincitore della morte e del peccato, Salvatore del mondo e di ogni singola anima.
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La liturgia di oggi (Mc 11,1 -10) ci ripropone l'ingresso del Signore nella sua Gerusalemme e, come sempre, non si può non rimanere colpiti dall'enorme diversità delle reazioni dei vari personaggi che "animano" la scena di questa pagina evangelica: dalla "docilità" dei discepoli, al comando di Gesù di procurare l'asinello (una docilità che, però è, probabilmente, conseguente alla loro incapacità di comprendere, fino in fondo, cosa sta per avvenire); all'accoglienza regale ed osannante della folla ("spropositata", se volessimo considerarla alla luce di ciò che accadrà di qui a qualche giorno!); all'attegiamento di Gesù stesso, fatto di sofferta compartecipazione al destino dell'uomo e, - nel contempo - di profonda, libera e piena obbedienza al progetto del Padre: Egli sa di essere il Messia atteso, ma sa anche che il suo Regno "non è di questo mondo" e la sua regalità non si manifesta secondo i parametri dei re della terra, ma dall'alto di una croce, dove si consumerà il dramma più alto, sconvolgente e, alllo stesso tempo, meraviglioso dell'amore infinito ed eterno di Dio. Gesù, entrando trionfalmente nella sua città, sa tutto questo!
Ma conosce anche la durezza di cuore del suo popolo: sa bene che "i suoi" non hanno capito fino in fondo la portata della sua missione: lo acclamano Re, ma non esiteranno, tra qualche giorno, a gridare contro di Lui la loro rabbia e la loro delusione, quando con l'aggressività inferocita e passionale tipica della folla - di ogni folla di ogni tempo, cioè di una realtà senza volto, e per questo, senza cuore nè volontà! - chiederanno a Pilato la sua crocifissione!
Gesù muore per questa folla che oggi lo acclama, ma che domani lo crocifiggerà! Ma (e, questo è meravigliosamente espresso in tutti i Vangeli, particolarmente in Marco!) Egli non svelerà mai i "segreti del Padre suo" alla folla! Per essere "intimi" del Signore, bisogna (allora, come oggi e come sempre!") avere il coraggio di uscire dalla folla, di "compromettersi per Cristo", di seguirlo fino in fondo, di dare la vita, come Lui!
L'atteggiamento più giusto è, allora, quello di chi, guardando a Colui che "spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce" (Fil 2,6-11), sente nascere dentro il cuore il desiderio di chiedere perdono, di lasciarsi affascinare ed interpellare dall'amore senza limiti di un Dio Crocifisso, sapendo che "Cristo ha vinto la morte!" (2Tm 1,10), e con essa, ha sconfitto il peccato, perchè "laddove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia.. " (Rm 5,20)!
Per questo, "...chi crede in Lui, avrà la Vita!" (Gv 3,15).
Sia questa la nostra Pasqua!