martedì 23 luglio 2013

Come amare il prossimo...



Come amare il prossimo
Fa' in modo di prestare il tuo aiuto senza che lo si noti, senza che ti lodino, senza che nessuno ti veda..., affinché, passando inosservato, come il sale, tu dia sapore agli ambienti in cui ti muovi; e contribuisca a ottenere che tutto sia — grazie al tuo senso cristiano — naturale, amabile e gustoso.

Forgia, 942


martedì 2 luglio 2013

Credersi giusti ci preclude il Regno



Credersi giusti ci preclude il Regno

E Gesù disse loro: "in verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio".

Credersi giusti è uno dei maggiori impedimenti alla salvezza.. Quando uno pensa insconsciamente di essere completamente a posto con Dio e con il prossimo è candidato alla dannazione. Si crea interiormente una coscienza fasulla e non vive nella verità.

Chi ricerca la verità, invece, scandaglia con coraggio anche il proprio "io" alla luce del Vangelo, il quale è come il sole che irradia una raggio di luce all'interno di una stanza buia.
I veri seguaci di Cristo che fuggono la menzogna sanno benissimo che c'è un abisso tra il loro atteggiamento e quello del Maestro.
Costui si è lasciato spogliare fino alla croce in obbedienza al Padre. Non ha tenuto conto del prestigio, delle ricchezze, degli onori o dei piaceri più sensuali di questo mondo. Ha operato tra i peccatori e i suoi nemici. Molti di coloro che Egli ha beneficiato si sono rivelati ingrati o hanno fatto parte della folla che lo hanno condannato in coro.

Il vero discepolo (che non può essere più del maestro) dovrebbe imitare Gesù. Ma quando questo succede? Spesso pensiamo di essere "buoni" per qualche elemosina che facciamo, o perché frequentiamo la chiesa, o visitiamo qualche ammalato. Tutte cose buone, s'intende, gesti che Dio non dimenticherà mai. Ciò che ci danneggia, invece, è la presunzione di sentirci "giusti" per questo.

Se poi ci si mette a giudicare anche gli altri perché non fanno come noi, allora peggioriamo la situazione. Quando Gesù dice : I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio, usa proprio il presente: "vi passano avanti". Il pubblicano è un peccatore conosciuto, come anche la prostituta. Pubblicani e prostitute sanno di essere peccatori e questa loro consapevolezza li rende molto più vicini al Regno di chi si crede già arrivato per la sua giustizia.

Quando prendiamo coscienza della nostra fragilità, allora siamo più predisposti a chiedere aiuto a Colui che ci può salvare. Ci abbandoniamo tra le sue braccia, ci lasciamo condurre da Lui lasciando gradualmente la vanagloria e compiendo buone azioni solamente in spirito di riparazione ed obbedienza al Padre.

La nostra irrequietezza non dovrebbe derivare dalla consapevolezza della nostra enorme fragilità, ma dal fatto che ci si creda "giusti". Il pericolo è quello del'indurimento del cuore, a scapito del vero amore che non tiene conto del proprio interesse ma fa uscire da se stessi per proiettarci nel Regno dei Cieli.

Pier Angelo Piai

sabato 22 giugno 2013

Crue du Gave à la Grotte de Lourdes, samedi 20 octobre 2012



Guardando questo video ho avuto questo pensiero: "tutto passa, solo la Croce e Maria restano".





venerdì 14 giugno 2013

Papa Francesco


48 ore prima dell'inizio del conclave.


Un gentile signore in metropolitana si sedette al fianco di uno sconosciuto sacerdote dal forte accento spagnolo, e dopo... qualche secondo di silenzio gli rivolse la parola:
" Buona sera Padre "
" Buona sera figlio "
" Vede Padre, qua dentro c'è sempre tanta gente, tanti passanti, tutti con mille pensieri in testa, famiglia, lavoro, filgli amici, carriere, gente fallita, gente onesta e gente dionesta, e tutto questo avviene a Roma, nella città più famosa al mondo con 4 milioni di abitanti, e la cosa strana, e che nessuno trova qualcuno disposto ad starlo ad ascoltare, lei è un prete !"
" Si sono un sacerdote "
" Ha uno sguardo buono, rassicurante, le spiace se le chiedo di confessarmi quì in una metropolitana?
" No si figuri anzi, è un piacere e un onore che mi dia tutta questa fiducia "
Lo confessa, lo assolve, poi il signore fa al sacerdote una domanda.
" Lei è di Roma ? "
" No sono argentino, esattamente a Buenos Aires "
" Capisco, quindi è venuto anche lei a Roma per assistere al conclave ! "
" Si esatto, sono a Roma come tanti pellegrini per vedere chi sceglierà Dio come successore di Pietro, è importante questo "
" Come si chiama lei Padre ?"
" Bergolgio ! Don Jorghe Mario Bergolgio "
" La vorrei come padre spirituale "
" Va bene "
" Quando possiamo rivederci? le do il mio numero di telefono, mi telefoni quando vuole don Jorghe "
Ridendo felice Don Jorghe Bergoglio risponde:
" Grazie figlio mio, sei un carissimo ragazzo, Dio te benedica "
" Padre, forse Dio ci farà incontrare nuovamente in Piazza san Pietro per festeggiare l'elezione del nuovo papa!"
" Si perché no! A Dio tutto è possibile "
Padre Bergolgio fu il solo cardinale, nel soggiorno romano pre conclave a viaggiare liberamente in metropolitana, e ogni giorno scendeva alla fermata di Ottaviano, e constatava la difficile condizioni degli ultimi e di senza tetto.
Probabilmente in quegli istanti Padre Bergolgio pensava che la sua vera missione non sarebbe stata quella di starsene seduto in un conclave, anche perché non pensava minimamente di essere eletto, ma bensì pensava che dopo che i fratelli cardinali avessero eletto il nuovo papa, lui sarebbe tornato per strada per prendersi cura di loro.